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TopGanz
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23 marzo 2012
Il cretino


Il cretino da solo non si regge.

Il cretino ha sempre un bisogno istintivo di un riferimento (una persona, una moda, un'istituzione, qualcuno o qualcosa che adora o detesta incondizionatamente) cui riferire - in positivo o negativo che sia - la propria rotta intellettuale ed esistenziale e dietro cui nascondersi.

Il cretino misura ogni cosa e ogni fatto con questo genere di riferimenti presupposti, per lui onnipresenti e onnidirimenti. Coerentemente, per lui.

Il cretino risulta infatti totalmente incapace di opinioni pure, cioè elaborate autonomamente da una coscienza, di cui è infatti sostanzialmente sprovvisto. Così come risulta incapace di sentimenti propriamente umani e/o etici, quali passione, stima, disprezzo, rimorso, rimpianto, ecc..

Il cretino non sa, quindi, cosa sia l'onestà intellettuale, o forse meglio, il cretino ignora l'onestà tout court.

Il cretino pensa che l'intelletto e la cultura siano come un fioretto o una spada e infatti quel poco di lui che possiamo chiamare intelletto o cultura lui lo usa come un fioretto o una spada. Trattasi della furbizia, di mera, sebbene spesso smisurata, furbizia. L'intelletto dei cretini, appunto.

Il cretino è sempre persona assai poco virtuosa, ma la sua natura gli ha conferito una buona capacità di far tesoro delle sue invece numerose tare. Ad esempio, la sua innata furbizia riesce spesso a spacciare la sua  incapacità di discernere, mascherandola appena, per una qualche terzietà di ponderosa maniera.

Il cretino, in questo modo, trova di norma piuttosto agevole assimilare ogni fatto (il preteso tramonto di Berlusconi come il risultato di una partita di calcio, i favori della Cassazione a Dell'Utri come l'ultimo attentato islamico) alla propria naturale non-posizione. Egli, in questo modo, si ritiene in diritto/dovere di sbertucciare chiunque, di volta in volta, tranne naturalmente i cretini suoi pari.

Il cretino pensa sia meglio tacere che dire "domani pioverà", per poi ridursi come il piovano Arlotto a dover trovare – fatica improba quanto evitabile – uno straccio di giustificazione ai propri errori, tanto più probabili, del resto, quanto più sei cretino, tanto meno ovviabili quanto più la tua anima differisce dalla vivacità di spirito del piovano Arlotto.

Il cretino, altre volte, cioè più di rado ma non meno tipicamente, si risolve brutalmente ad aderire ad un’opinione/schieramento preciso, quello che un suo sesto senso – pigrizia impastata a pochezza intellettuale e quindi tutt’altro che infallibile – gli suggerisce essere più facilmente praticabile e soprattutto vincente.

Il cretino, conserva però in sé una larvale ma apprezzabile sensazione della sua pochezza, sufficiente a conferirgli un'intima, pregiudiziale e perciò spesso ingiustificata soggezione nei confronti di chi, amico o nemico, gli stia attorno. Per questo cura  (perlopiù goffamente) di apparire costantemente molto più di ciò che è.

Il cretino ha uno sconfinato terrore di poter essere da un momento all'altro deriso (evento che in genere ha scandito un po’ tutta la sua età immatura). Per questo egli risulta generalmente gregario dei sui simili, cui si appoggia e che, per quanto può, appoggia. Le eccezioni riguardano i cretini poco furbi, esseri che infatti fanno tenerezza e finiscono spesso per ritrovasi calati nel ruolo di scemo del villaggio o travolti da un qualche analogo destino.

Il cretino, della politica, dice solo che sono tutti uguali, che è tutto un magna-magna, ma non è che lo pensi veramente (si è già detto che non è capace di opinioni). E’ ancora una volta la sua furbizia a indurlo a dirlo, perché quel che istintivamente sa è solo che diffondere come ineludibile questa pretesa verità tiri l’acqua al suo mulino di essere incapace, cioè che solo una situazione di magna-magna o di tutti-ladri-tutti-uguali riservi una chance ai cretini.

Il cretino, del resto, risulta sempre piuttosto solerte e sa sempre come e quando fare la sua parte in questo genere di propaganda.

Il cretino crede di rinnovare il suo tesserino d’iscrizione al CEUPAP, il Club degli Esseri Umani Particolarmente Acuti e Perspicaci, quando la furbizia gli fa dire che il cetriolo, in fin dei conti, va sempre in culo ai poveretti e agli innocenti.

Il cretino, a questa ovvietà da cinico di maniera, aggiunge il convincimento che sia da tarati mentali e da pateici illusi lo sperare, scrivere, parlare ed agire affinché le iniquità più ricorrenti e consolidate al mondo possano in una qualsiasi misura essere lenite o evolvere in meglio, un domani, forse, chissà.

Il cretino preferisce metter conto che il solito ingiusto andazzo delle cose sia l'unico possibile giusto andazzo delle cose. Chi lo nega fa come il cane che pretende di afferrare e punire la sua coda. Questa immagine, del resto, lo rassicura e gli risparmia compiti per lui inassolvibili, fosse anche il più lieve gesto o pensiero volto ad incidere sulle storture del mondo.

Il cretino in effetti ignora che è proprio questa, però, la ragione per cui nessun cretino al mondo, in realtà, ha mai minimamente contribuito al progresso individuale e civile dell'umanità.

Il cretino s’accorge bene, tuttavia, che al mondo esistono anche quelli diversi da lui, quelli che non si adeguano a certi pratici accomodamenti e prova per loro una sorta estraneità di specie, di sorda e istintiva diffidenza, quasi astio. Diciamo che il cretino non riesce a comprendere come si possa non accontentarsi del becchime che il mondo ci ammannisce, né vedere per cos'altro ci si dovrebbe affannare come fanno tanti. Quelli là, quelli che mostrano di non accontentarsi e si affannano tanto per nulla, il cretino li chiama fessi.

E’ una vecchia storia, si dirà. Sì, è una vecchia storia. Vecchia quanto il mondo.

POSCRITTO: "Talora il timore di essere meno apprezzati, come gente di poco valore, diventa incitamento a tenersi su, a darsi tono, ad imporsi un poco. Ciò è contrario al mio carattere" Papa Giovanni XXIII.



permalink | inviato da Top Ganz il 23/3/2012 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 febbraio 2012
Immeritocrazia = Corruzione = Immeritocrazia


Erasmo non ha torto in quel che dice all'inizio di questo thread, e cioè:

"L’assenza di meritocrazia porta alla disoccupazione, nel settore privato. Nel settore pubblico, invece, porta all’occupazione."

La cosa però mi ha fatto venire in mente una cosa, cioè che il problema è di gran lunga peggiore. Il problema è che negli ultimi decenni il fenomeno im-meritocrazia ha progressivamente finito - oggi, quando la situazione va franando in effetti un po' ovunque - per dilagare in ambo i settori. Anche nel settore privato, ormai da tempo, una carriera che riceva onore e reddito in base alle effettive capacità e produttività è sempre più un'eccezione, una mosca bianca direi. Ovunque, in Italia in particolare, ma non solo in Italia. Lo si misura, per fare un esempio significativo, nei livelli intellettuali ed etici delle classi politiche. A cominciare dalla nostra, certo, ma provi chi non l'ha già fatto a darsi uno sguardo più in giro.

La corruzione generalizzata a tutti i settori e gradi è stata naturalmente la causa principale del fenomeno. La corruzione che devasta e inverte tutto - cioè anche molte altre cose, oltre al meccanismo meritocratico - non convive e non va mai d'accordo con dotazioni virtuose come l'intelligenza, la cultura e la capacità, le quali invece, per estrinsecarsi appieno, non possono prescindere dall'onestà. La corruzione le sente come il fumo agli occhi e non può ammetterle. Mai, perché mai può mirare a un fine ultimo buono un agire che rifugga istituzionalmente, costantemente e ordinariamente dall'onestà.

Per questo non si dovrebbe dare il benché minimo credito alle stronzate mandate in giro dalla reazione a Mani Pulite e in ogni occasione simile (ma comunque sempre serpeggianti) secondo cui un sistema corrotto che risulti in qualche modo attivo sarebbe pur sempre in grado di tenere in moto l'economia, la manterrebbe florida e in grado di favorire progresso e sviluppo per tutti, il più delle volte anche meglio di un sistema sostanzialmente esente da corruzione. Nessuna merce è mai risultata più reperibile delle ideologie del diavolo, seppure nessuna merce sia mai stata pagata meglio.

Ma questa della corruzione come motore di un sistema economico fondato su di essa è solo una delle tante baggianate ideologiche che gli apologisti della corruzione e del favoritismo mandano in giro. In realtà se ne ascoltamo e ne abbiamo sempre ascoltate a iosa. A partire da Menenio Agrippa,  esse hanno dominato il mondo, coma accade oggi, per lunghe fasi della sua storia. E ce ne sono di molto meno grossolane, di molto più subdole e sottili. Mi riferisco a prassi sciagurate molto diffuse, ammantate però di neutralità e di ovvietà, tanto a che ormai quasi più nessuno le contesta, che nessuno sa più come si siano affermate e chi le abbia introdotte. Mi riferisco, ad esempio, alle truffaldine teorie organizzative e psico-attitudinali che hanno dominato la scena economico-aziendale (ma anche larga parte del settore pubblico) negli ultimi decenni (in Italia, a partire dalla fine degli anni '70), stravolgendone le strutture e i criteri di accesso, esaltando e privilegiando ideologicamente (altro che funerale delle ideologie!) attitudini deteriori come il servilismo, l'ottusità, la falsità, la delazione e la remissività, non solo nell'infimo dipendente ma anche, su su, fino al funzionario e al dirigente. Il tutto evidentemente non a fini di efficienza e di produttività, perché in quel caso ben altre sarebbero le doti da favorire, quanto piuttosto ai fini di sfruttamento e di feroce speculazione tanto cari alla moderna imprenditoria, sempre più orientata alla non meno moderna finanza e sempre più ridotta a prendidoria.

Così la morte della meritocrazia e queste moderne in realtà decrepite teorie hanno finito oggi per ridurre all'osso la differenza fra un morto di fame e un grande moderno/decrepito imprenditore: come ai tempi dei faraoni, nulla più d'un mucchio di soldi. Era già accaduto e non se ne manteneva buona memoria.





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15 febbraio 2012
Domandona per il Sig. Erasmo Gattapelata


Egr. Sig. Dr. Erasmo Gattapelata,
nel corso degli anni sino ad oggi abbiamo avuto modo di sorbirci un'infinità di suoi commenti e riferimenti (sarcastici, ironici, irridenti, ma il più delle volte solo pretesi tali) all'occupazione del nostro comune web-conoscente che si firma Jazztrain1, il quale a suo tempo ci riferì di essere insegnante di scuola pubblica, occupazione che lei ritiene e - senza mezzi termini - definisce, di volta in volta ma immancabilmente, con aggettivi offensivi quali parassitaria, usurpata, immeritata, inadeguata, ecc.,ecc..

Ora, io noterei che la sua non è tanto e non solo una generica battaglia a favore della meritocrazia, cioè contro l'abuso, la corruzione, la prevaricazione, il lassismo e quant'altro metta in second'ordine il merito e la competenza delle persone nella scelta dei loro ruoli lavorativi e sociali. Non è una di quelle battaglie che consentiamo a tutti, senza chiedere credenziali, tanto, che vuoi obiettare? Così come consentiamo a certi vecchietti predicatori sui tram di raddrizzar ogni banana di questo mondo contorto, a quei vecchietti  che lei, con le sue invettive (non solo quelle contro JT), ci ha invero spesso ricordato.
In altri termini, quella permanente contro JT e il suo impiego, proprio perché rivolta ad un soggetto preciso, non può essere considerata una di quelle invettive generiche, di sapore politico e impersonale, che possa perciò prescindere dalla personalità e dai connotati di chi - pressoché quotidianamente - la pone in atto, cioè lei nella fattispecie.

Certo, può darsi che raddrizzar banane sia il suo hobby preferito, che lei non abbia cioè limitato questo genere di inziativa nei confronti del solo JT. Per quanto ne sappiamo, lei può aver già avviato, anche e soprattutto in ambiti diversi da quello dei blog, una campagna denigratoria altrettanto assidua nei confronti di ogni persona che in Italia, a suo giudizio, ricopra un ruolo inadeguato (per eccesso) alle sue capacità. Ma in questo caso, risulterebbe semmai ancor più legittima la domanda che sto per farle, e ancor più doverosa una sua esauriente risposta.
Lei, Sig. Padret.no Erasmo Gattapelata, che cazzo fa per vivere, e alle dipendenze di chi?



permalink | inviato da Top Ganz il 15/2/2012 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
13 febbraio 2012
Responabilità, chi era costei?


Da: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-13/eternit-imputati-condannati-anni-132745.shtml?uuid=AajNjCrE
La difesa: meno investimenti in Italia. «Un punto che emerge drammaticamente è che un capo di una multinazionale che ha stabilimenti in tutto il mondo, con una sentenza del genere viene reso responsabile di quello che accade in tutti gli stabilimenti» e quindi «un ampliamento della responsabilitá di tale fatta è certamente un problema per gli investimenti che dovessero avvenire per la multinazionale in Italia». Lo ha detto l'avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, condannato oggi a 16 anni di carcere insieme al belga Louis De Cartier, nel processo Eternit.

Vabbè, ma a me pare che  l'Avv. Di Amato ci resti debitore di alcuni chiarimenti.
  1. Chi oltre e prima del "capo di una multinazionale che ha stabilimenti in tutto il mondo", cioè di colui che ricava profitti dall'attività svolta negli stessi stabilimenti, dovrebbe risultare primo responsabile o almeno corresponsabile di quanto in essi accade in consapevole dispregio della salute degli addetti e più in genere della popolazione, cioè sapendo che accade?
  2. In altri termini, a cosa si ridurrebbe mai il corrispettivo del profitto ove, proprio in ragione di produrre profitto, l'imprenditore risultasse libero anche di attentare dolosamente alla salute dei suoi dipendenti?
  3. In quale nazione al mondo il "capo di una multinazionale che ha stabilimenti in tutto il mondo" non è primo responsabile o almeno corresponsabile di quanto in essi accade in consapevole dispregio della salute degli addetti e più in genere della popolazione, cioè sapendo che accade?
  4. E' sicuro che sia proprio e solo questa sentenza a "rendere responsabile" l'imprenditore multinazionale di quanto accade nei suoi stabilimenti in consapevole dispregio della salute degli addetti e/o più in genere della popolazione, cioè sapendo che accade?
  5. Ammesso e non concesso che solo in Italia e solo secondo questa sentenza il "capo di una multinazionale che ha stabilimenti in tutto il mondo" possa risultare primo responsabile o almeno corresponsabile di quanto in essi accade in consapevole dispregio della salute degli addetti e/o più in genere della popolazione, cioè sapendo che accade, l'Avvocato ritiene forse congruo risolvere il "problema per gli investimenti" neutralizzando tale responsabilità, ossia sancendone la sostanziale insussistenza giuridica?
  6. Esiste o no il pericolo che sancire l'irresponsabilità del "capo di una multinazionale che ha stabilimenti in tutto il mondo" su quanto in essi accade in consapevole dispregio della salute degli addetti e/o più in genere della popolazione, cioè sapendo che accade, equivalga ad una legalizzazione ideologica dell'insicurezza sui luoghi di lavoro?
  7. E' questo che vogliamo? Oppure: chi vuole questo? E perché chi vuole questo non lo dice espressamente invece di girarci intorno?



permalink | inviato da Top Ganz il 13/2/2012 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 gennaio 2012
Bassa Lega


La Lega sul salvataggio di Cosentino ci lascia obiettivamente larga parte della sua faccia. Il motivo principale per me è molto più semplice ed evidente di quanto ricavabile dalle giaculatorie dei soliti commentatori paraculi. Altro che opposizione al PDL (solo i fessi possono abboccare al blablablà di convenienza degli ultimi mesi): questo voto dimostra chiaro come il sole che la Lega, ancora largamente ricattabile, si è inchinata al primo ricatto propostole dai suoi “amici”, cioè già in merito al primo argomento sensibile per il PDL. E con ogni probabilità si inchinerà puntualmente ad ogni ulteriore ricatto che Berlusconi, Verdini, Cosentino e compagnia cantante le sventoleranno sotto al naso. Perché la Lega non è migliore di chi da anni le cosiglia come votare. Diciamo che tra le due parti ormai non si vede più una sostanziale differenza, riti folcloristico-elettorali a parte.

Del resto sotto ai ponti della Padania ne è passata d'acqua. Bossi e la Lega non sono più alla gavetta ed è molto tempo ormai che non si accontentano più di mance tipo i 300 milioni di Sama. Proprio a partire da quei peccatucci originali hanno accumulato – frequentando Berlusconi & C. – tanti di quegli scheletri che, altro che armadi, ne hanno già pieni zeppi diversi hangar alla Malpensa (altrimenti penosamente inutilizzati) e da tempo non possono più permettersi di dare del mafioso, non dico a Berlusconi, ma neanche a uno come Cosentino. Capiamo bene allora come, in una situazione simile, uno come Cosentino ieri non abbia faticato granché a sottoporre loro una proposta impossibile da rifiutare. Ma chissà quante altre proposte ha lui da mettere sul tappeto, prima di vedersi arrestato come merita. Quando mai quel giorno avesse davvero a venire, non ci meraviglieremo dunque più di tanto se, assieme a lui e chissà a quanti altri, ammireremo anche una nutrita compagnia di leghisti salire su una torma di cellulari (sigh, ma tanto sognare non costa nulla).




permalink | inviato da Top Ganz il 13/1/2012 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
23 dicembre 2011
A TUTTI ....


Ma proprio a tutti tutti. Anche a questi poverini di Topgonzo:

"
Tradizionale moratoria di Natale
23 dicembre 2011 in Uncategorized

Nella Santa Notte di Natale, come è tradizione, questo blog dà libertà di parola ai fessi. L’accesso resterà assolutamente libero dalle 23,55 del 24 dicembre alle 00,05 del 25 dicembre. I fessi, anche quelli bannati, potranno scrivere qualunque cosa, inclusi sanguinosi insulti ai redattori e ai loro parenti, amici, conoscenti, amanti. I fessi potranno altresì postare links ai loro siti o a siti di loro interesse, come per esempio Solocacchi. E’ persino consentito postare filmati e foto, purché non ritraggano il sig.Train, o la sig.ra Bindi. Buon Natale a tutti i fessi, e anche ai non fessi."

Diceva Borges "Nella figura retorica chiamata ossimoro, si applica ad una parola un aggettivo che sembra contraddirla; così gli gnostici parlavano di una luce oscura; gli alchimisti di un sole nero”.
Così - aggiungerei io - gli imbecilli esprimono auguri stupidamente ingiuriosi. Magari anche - causa imbecillità medesima - auguri inconsapevolmente ingiurisosi. Come quelli di Teddy, che non ricambio assolutamente.
No, non mi sogno neanche, di ricambiare i loro, ma - ripeto - auguro a tutti e quindi anche ai Topgonzi e ai loro sodali un gran BUON NATALE.





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6 dicembre 2011
Questo di tanta speme oggi ci resta


Di Pietro ha detto che per una manovra simile bastava ed avanzava il governo Berlusconi. Probabilmente è vero, è una questione di credibilità. Per questo io direi meglio, cioè  che questa manovra - importo complessivo a parte - somiglia sputata ad un decretone degli anni '70 di un governo più o meno balneare, di quelli che a stilarli bastava la perpetua di pochi scrupoli di un commercialista di provincia, che intanto se ne poteva tranquillamente rimanere sotto l'ombrellone a leggersi la Settimana Enigmistica.
Il problema è però che in fatto di credibilità pare siam ridotti davvero al lumicino: dopo 17 anni di Berlusconi siamo cioè disposti ad accontentarci davvero di poco, pur di credere in qualcuno.

Per conto nostro, continueremo a consolarci con Gramsci.




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3 dicembre 2011
Qualche pomodoro e passa la paura


Dicono che l'immaturità politica dell'Italia le viene dal fatto che non ha mai conosciuto una vera rivoluzione e una forca/ghigliottina in piazza messa lì a scremare la classe dirigente e la classe intellettuale. Per forza, l'Italia è piena di pretucoli e pretucolini, come questo pretucolino qui
http://topgonzo.wordpress.com/2011/12/02/giganti-e-nani/#comments ,
sempre pronti a stracciarsi le vesti non appena si trovi di fronte a qualche pomodoro volante che arriva a giusto segno. Figurarsi cosa direbbe il pretucolino se, a uno come Giannino, qualcuno desse quel che davvero si merita. Ma il peggio non è però nemmeno scandalizzarsi per qualcuno preso a pomodori in faccia, che del resto non è mai un gran bel vedere. Il peggio è - piuttosto - NON scandalizzarsi quando qualche grande esperto - di quelli buoni per ogni stagione e ogni tesi, che l'esperienza evidentemente se la son fatta e se la fanno solo ed esclusivamente in TV, non nelle università, non nelle biblioteche, non nei centri studi per i quali umanamente non gli resta tempo - prende per il culo la gente dallo schermo e dai giornali, per anni e anni, quotidianamente e quotidianamente imbeccato dal potente di turno.



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24 novembre 2011
Menenio forever


La storiella di Menenio Agrippa a Monte Sacro, a distanza di 2500 anni, continua ad ammaliare orde di fessi, sia fra i patrizi che fra i plebei, e di drittoni, ma questi solo fra i patrizi. Per i primi, la ragione – per quanto complessa da analizzare e dimostrare – risiede nell’alta percentuale di morti di fame che nell’intimo sentono intensamente di poter divenire l’opposto solo perché pensano d’aver compreso il senso della storiella in questione. La spiegazione è invece molto più semplice per i secondi: dai tempi di quel figlio di puttana di Menenio sino ad oggi nessuno, nemmeno fra i patrizi, è riuscito a trovare argomenti più convincenti del suo pur esile apologo.




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15 novembre 2011
Quando la gente indica la luna, l'imbecille guarda il dito


Leggendo i commenti alle contestazioni di sabato scorso a Berlusconi, in particolare quelli dei peggiori paraculi delle testate cosiddette "più autorevoli", nonché - incidentalmente e marginalmente assai - questa penosa cacchetta qui
http://www.ilcannocchiale.it/comments/2698196

(dove
"imbecilli" - detto da tanta intellettuale e cultrice di Bellotto, unitamente a tanta bella coppia di carciofi cicisbei - suona invero onorificenza) ho pensato fosse quasi un dovere civico rimetter mano a questo quaderno unto per dirmi e farmi un'idea di quante e quali siano - nel migliore dei casi - l'imbecillità o - nel peggiore - la malafede che affligge queste persone.
Voglio dire,
non mi meraviglia affatto, anzi giudico umano che berlusconisti incalliti si dispiacciano del fatto che Berlusconi sia stato svillaneggiato dalla folla. Ma occorre pur sempre tener presente che un fatto del genere sta nell'ordinario delle cose, specie delle cose politiche ed è dovere e convenienza di tutti farsene una ragione. Perché vedete, la folla fa quel che vuole e - specie quand'è tanta - ha sempre ragione, persino quando dovesse avere torto, perché è la folla, cioè la gente e nessun altro, che poi paga il prezzo dei suoi comportamenti. La folla è il padrone di se stessa e il cliente della classe politica, e - appunto in quanto padrone e cliente - ha sempre ragione. Che uccida o costringa al suicidio il tiranno, che assalti la Bastiglia o il Palazzo d'Inverno, quando tiri le monetine a Craxi e quando gridi "buffone" a Berlusconi, è sempre la folla a fare la storia mentre la sua classe politica, qualunque ne sia la ragione, si dimostri inadeguata a tale scopo, ed è sempre la folla a pagarne le conseguenze negative, quando poi se ne verifichino. Se la classe politica non capisce una simile elementare verità non è una classe politica, ma piuttosto una casta di irresponsabili incapace di concepire i rischi del proprio ruolo, che intende invece come mero pascolo di privilegi e come unico fine di quella strategia d'intrallazzo e di favore che s'ostina a chiamare "carriera politica". E' appunto questo il caso della nostra attuale classe politica, che dimostra di non vedere, non solo i pericoli spaventosi cui tutto il paese è soggetto, ma anche i rischi che essa in particolare va correndo, visto che indugia a scandalizzarsi dei cori contro Berlusconi. Che di questa classe politica è innegabilmente, se non il capo, il primo rappresentante ed artefice. In quanto tale, i dileggi e gli insulti beccatisi l'altro giorno sono quindi zucchero se paragonati alle responsabilità sue personali e della casta che egli ben rappresenta, pasciutasi di privilegi, ruberie, malaffare e impunità in questi ultimi 17 anni come non mai in questo paese, che pure, prima di lui, ne aveva ben conosciuti di farabutti.
Forse la verità è proprio che, malefede a parte, la classe politica al potere e i vari terzi commentatori di corte (Cazzullo, De Bortoli, Napoletano, Calabresi, Polito, Panebianco e altri simili pennivendoli paraculi) dall'alto dei loro stipendi e/o indennità, tutti viaggianti abbondantemente al di sopra dei 10-15.000 € al mese, non hanno più polso di quello che ebbe Marie Antoinette circa la vita reale dei cittadini e ignorino del tutto, al di là delle chiacchiere da Ballarò, cosa sia oggi vivere davvero - come vive il 90% della gente - con redditi mensili tra 500 e 1.500 € e "non arrivare a fine mese".
E, quel ch'è peggio, l'impressione è che questi signori (come anche Frine e i suoi cicisbei) non abbiano ancora visto nulla. Suvvia, signori, risparmiatevi lo sforzo di raggrinzire a cul di gallina le vostre boccucce orripilate, ché qui c'aspetta ben altro (non t'inalberar, Gattaleata: qui "ben altro" ci vuole) che gli alleluja si sabato sera. Un po' di pazienza e ne vedrete di "cose che voi umani .....".




permalink | inviato da Top Ganz il 15/11/2011 alle 18:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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BACHECA

05.07.2010
. Siamo lieti di annunciare che, già matematicamente al 28.06.2010, il Trofeo "CIMOSA D'ORO 2010" se l'è aggiudicato, tanto per cambiare, ancora una volta il blog dei Gonzi al Top, da alcuni mesi trasferitisi qui:
www.topgonzo.wordpress.com/. Ritira il Trofeo il Sig. Erasmo Gattapelata d'Arottercatz, perspicuo tirapiedi dell'attempato trombone tenutario del suddetto postribolo, al secolo Prof. (trànghete) Pirlacchion Cacasestesso, al quale l'ennesimo acciacco senile ha impedito di presenziare a questa cerimonia, e non è questa la prima volta. Accompagna il perspicuo gonzo al top, l'Ing. (trànghete). Stor. (ari-trànghete) Teddy Smerda. Con le più fervide congratulazioni degli staff di TopGanz.it e de IlCannocchiale.it. Clap clap clap clap ...


TROFEO "CIMOSA D'ORO": ALBO D'ORO

2006: Gonzi al Top;
2007: Gonzi al Top;
2008: Gonzi al Top,
2009: Gonzi al Top.
2010: Gonzi al Top.


AFORISMI, OPINIONI, ABOMINI E CAZZATE (al lettore discernere)

"Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte; ma dubito. ancor che io vivessi molto, non ne vedere alcuna; uno vivere di repubblica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata da tutti e' Barbari, e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti", Francesco Guicciardini, "Ricordi", I.14.

 "In politica la stupidità non è un handicap", Napoleone.

"Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa", Leo Longanesi.

" ... e se il fenomeno del transessualismo, che, secondo l’ortodossia è sicuramente un elemento di decadenza, fosse invece l’avverarsi, a rovescio, dell’androgino plutoniano?" Teddy Smerda.

 "Dissentiamo probabilmente sulla possibilità di un apollineo volontaristico" Redimi Cacche (Red.Cac.).

 "Tina Merlin, a dire il vero, era socialista." Erasmo Gattapelata d'Arottercatz (NDR: Tina Merlin, quella delle inchieste sul Vajont).

 "Non ho mai conosciuto nulla di più insignificante come il topo" Redime Cacche (Red.Cac.),

"Il problema è che ai palestinesi non gliene frega niente se muoiono i loro civili" Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

 "La sorte determina tutto, e spesso i più coraggiosi soccombono ai più codardi" Tacito.

"Quello che non cessa di colpirmi è la memoria lunga degli americani" Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"La velocità d'approvazione di una legge è direttamente proporzionale all'interesse dei parlamentari e a quello dei partiti , indirettamente proporzionale a quello dei cittadini"  Anonimo popolare.

"A Laredo dicono: per vedere quanti scorpioni e gilas si nascondano nel Deserto Dipinto basta cacare ai piedi di un cactus"  Top Ganz.

"Un blog che risponde ai fessi conclamati non è un blog, è un porcilaio per topi" Redime Cacche (Red,Cac.), alias Pirlacchione Cacasestesso (NDR:nsolitamente autocritico).

"Roma non è un caso significativo. Roma è un costo" Redime Cacche (Red,Cac.), alias Pirlacchion Cacasestesso.

 "Tra le mie orecchie c'è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello"  Top Ganz.

"Credo in Dio, ma sto molto meglio in compagnia degli atei. È molto importante non confondere la cicuta con il prezzemolo; ma credere o non credere in Dio non ha importanza alcuna" Denis Diderot.

"Uffa, a forza di prendere il culo ho perso la sensibilità, e mi è venuto anche promiscuo"
Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"Il problema non sarebbero neanche i 4-5 secoli di arretratezza: il problema è che ancora non gli basta e vogliono ulteriormente arretrare di altri 10" (a proposito degli islamici). Barbara, nomen omen, dal blog topgonzo, commento al post "La badante fiamminga" del 23.01.07.

"Quel signore (Eugenio Scalfari, n.d.r.) fa venire in mente quello che una volta Mussolini ha detto di De Bono: "E' un vecchio rincoglionito. Non perché è vecchio, ma perché rincoglionito lo è sempre stato, e adesso in più è anche vecchio" Barbara, nel blog di topgonzo, il 02.01.2007, ore 12:59, a commento del post "TRA CRETINISMO E SENILITÀ PER IO".

"Le rovine di Dresda sono davvero impressionanti". Frine,  con riferimento al quadro di Bernardo Bellotto (1721-1780) che ritrae le rovine della Alte Kreuzkirche di Dresda, distrutta durante l'assedio subito dalla città nella Guerra dei Sette Anni (1756-1763). Vedasi www.desiderius.ilcannocchiale.it, commenti al post "Fessi loro, ma ciechi noi" del 05.01.2007.

"Il Corano potrei anche scaricarlo. Il problema è che non c'è gusto se non sei un secondino di Guantanamo, con a disposizione una latrina e tanti mussulmani che guardano".
Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"L'ateismo è un dovere morale". Ludwig Feuerbach.

"... il cosiddetto capitalismo occidentale offre, generalmente, condizioni di lavoro particolarmente favorevoli (rispetto a quelle locali) alla forza lavoro indigena e paga le materie prime (....) a costi che questi accettano allegramente di incassare". Marco Capurro.

"... ho scoperto che tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. (...) ho voluto scoprirne la ragione, ho scoperto che ce n'è una effettiva, che consiste nella infelicità naturale della nostra condizione, debole, mortale e cosí miserabile che nulla ci può consolare quando la consideriamo seriamente". Blaise Pascal, Pensieri, 139.

 “Portici e caserta avevano una sola particolarità: quella di essere sedi di due dimore di Francischiello. Altro che industrie. Il treno se lo fece costruire per spostarsi meglio fra le tre regge. Così poteva tenere ben separate le amanti. Quanto ai poli industriali borbonici, conviene documentarsi un pochino” Teddy Smerda, alias Cincinnato, detto anche Ero-dotto (NDR: Si tenga presente che: 1. Francesco II di Borbone, 1835-1894, detto Franceschiello, aveva rispettivamente 4 e 8 anni alle date di inaugurazione – da parte di suo padre Ferdinando II di Borbone (1810-1859) – delle ferrovie Napoli-Portici (1839) e Napoli-Caserta (1843); 2. egli sedette sul trono di Napoli dal 22 maggio1859 al 13 febbraio 1861; 3. Teddy Smerda è campano).

"La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro". Gaetano Salvemini.

"Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio". Theodor Wiesengrund  Adorno.

"Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità" Matteo, 7, 22-23.

"Talora il timore di essere meno apprezzati, come gente di poco valore, diventa incitamento a tenersi su, a darsi tono, ad imporsi un poco. Ciò è contrario al mio carattere" Papa Giovanni XXIII.