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In questo locale si parla anche di politica
27 agosto 2013
Migrazione
Questo blog è migrato qui.



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22 dicembre 2012
BUONE FESTE A TUTTI

TANTI AUGURI DI BUONE FESTE,
a chiunque passi di qui da
Top Ganz

P.S.
Trattasi del mio presepe casalingo,
con il colosso di Totti che
domina tutto dall'alto.
E' un presepe sincero,
come l'orto di cocomeri di Linus,
come i miei auguri. Per tutti.




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9 ottobre 2012
Cari Gonzi al Top


Letto questo thread infarcito di pretesi miei interventi, m'accorgo che i Gonzi al Top hanno bisogno di qualche mia precisazione. Al fine di fornirgliela, non potendo certo sperare di replicare nella bettola d'angiporto in cui s'annidano e si fiutano il culo a vicenda, mi risolvo a rivolgermi loro da questo mio tranquillo ritiro.


Una volta di più, poveri gonzi, dimostrate di essere null'altro che dei vigliacchi teppistelli. Leggendovi, a qualcuno potrebbe venir voglia di venirvi a cercare e gonfiarvi come zampogne. Qualche irriflessivo avventato potrebbe cioè pensare che l'unico argomento valido con voi siano le botte. Ma, sebbene meritiate di peggio, non è affatto così. Sì, perché pure per meritarsi un fracco di botte occorre dimostrare di possedere una dose minima di dignità.
Con voi, quella è tutta indignazione sprecata. Nel migliore dei casi voi siete i tarli di un mobile, i vermi di una carogna. Nel peggiore e più probabile, voi non avete consistenza alcuna. Siete cioè come i personaggi ignobili dei romanzi francesi o inglesi dell'800: è sprecato, meglio, è insensato anche solo stringere i pugni leggendo di voi. Sarebbe come tirar sassi al lenzuolo di un cinematografo quando compaia l'infame. Sono certo che anche chi davvero decidesse di venirvi a cimentare la groppa, all'atto pratico, quand'anche si ritrovasse qualcosa davanti, avrebbe tuttalpiù a che fare con ectoplasmi gelatinosi e ripugnanti, totalmente sprovvisti di qualunque pulsione umana, quindi anche della sensazione del dolore, quindi anche di un minimo di amor proprio e di coglioni. E picchiarvi sarebbe come menare a una merda: lungi dal riceverne soddisfazione,  ci si riempirebbe solo il corpo di schizzi e l'animo di disgusto.
Se allora vi siete meritati questa mia serenissima replica è solo grazie alla mia indulgenza e al mio desiderio che proviate una buona volta ad assorbire la verità scientifica sul vostro conto. Voglio dire: crepate, dunque, tranquillamente, e consumatevi nella vostra stessa natura, per me e per quanti vi guardano fra i minimamente dotati di buon senso, voi siete solo batteri in un vetrino (il vostro blog) in cui - secondo natura appunto - avete finito per ritrovarvi intrappolati. Sì, ragazzi, hoc est: per quanto vi dimeniate non riuscirete mai più ad uscirne (tanto meno io, essere umano, ad entrarvi, anche volendolo). Questo è quel che vedono le persone assennate. Per questo, credetemi, i vostri puerili taroccamenti non hanno la benché minima speranza di passare il vaglio del loro senso critico.





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25 settembre 2012
Sta casa aspetta a te


Qui, nel blog di Galatea ho postato il lungo commento che riporto qui sotto.

Sallusti è recidivo e per questo non gli è stato riconosciuto il beneficio della condizionale. La cosa – conoscendo il tipo e i suoi metodi – sorprende piuttosto poco, ma non è affatto particolare trascurabile.
Agli inizi degli anni ’50 l’incensurato Guareschi – nome che a dura fatica accosto a quello di Sallusti e che Sallusti dovrebbe pronunciare solo dopo prolungati risciacqui orali coll’acido muriatico – si prese un’iniqua (per come venne condotto il processo) condanna per diffamazione nei confronti di De Gasperi, in base ad un fatto per il quale, in un successivo processo, Guareschi fu giudicato colpevole anche di falso, il tutto senza vedersi riconosciuta la minima attenuante (eppure ve n’erano molte ed oggettive). Guareschi, indignato e ritenendosi vittima di un’ingiustizia, non fece appello in ambo i casi (disse “Ricevo questa condanna come riceverei un cazzotto in faccia: non ho alcuna necessità di dimostrare che l’ho ricevuto ingiustamente”) e il cumulo delle due condanne gli fruttarono la bellezza di oltre 13 mesi di galera e 6 di libertà vigilata. Ora, se gli italiani hanno lasciato che la galera se la facesse, e ingiustamente, uno come Guareschi, non vedo proprio perché dovrebbero tutti piangere per la galera (come si fa oggi, per giunta, la galera) del recidivo Sallusti.
Quanto al merito del reato di diffamazione e alla pretesa di depenalizzarlo, a me essa pare inziativa del tutto corporativa e inammissibile: io, da cittadino, non trovo nulla di incivile o di arcaico nel fatto che uno possa andare in galera per diffamazione, reato riprovevole innanzitutto dal punto di vista etico e particolarmente infame, specie quando reiterato o addirittura innalzato a sistema. Se uno, Galatea, non ha capacità e coglioni per fare il direttore di giornale se ne rimanga nel sottoscala a scrivere i necrologi e gli annunci di nozze e nascite.
Né ritengo che la diffamazione, possa mai essere integralmente compensata da sanzioni e risarcimenti venali, il che distingue giuridiacamente i reati penali dai reati di ordine civile/amministrativo. Pensateci un attimo e provate a immaginare quali vantaggi (politici, economici, finanziari, ecc.) potrebbe procurare al suo ricchissimo padrone o alla sua parte politica/economica/finanziaria/ecc. il direttore di un giornale diffamando sistematicamente i suoi avversari, al prezzo di – per quanto la legge ne faccia lievitare gli importi – trascurabili sanzioni e risarcimenti. Qualche esempio eloquente a tal riguardo, seppure di ambito diverso, ci viene dalle famose Autorità, non a caso di nomina politica, che – ad onta delle multine che di tanto in tanto rifilano – non riescono minimamente ad arginare gli abusi dei vari potentati nei confronti dei soggetti più deboli, abusi moltiplicatisi a dismisura proprio a partire dalla istituzione delle varie Autorità.
Piuttosto, per cautelarci tutti (cittadini, giornalisti, editori, ecc.), proporrei che un politico in carica non possa avviare alcuna azione giudiziaria nei confronti del preteso giornalista diffamatore finché egli ricopra una qualsiasi carica elettiva o di nomina politica, oppure qualche altra disposizione del genere che garantisca maggiormente cittadinanza e giornali quanto meno dallo strapotere politico (il che comunque non riguarda il caso di Sallusti, diffamatore recidivo di un magistrato).


Aggiornamento del post. Sebbene non alteri in alcun modo il senso delle opinioni esposte qui sopra, corre l'obbligo di precisare che ieri 26/09/12 la Cassazione ha sì confermato la condanna, che passa quindi in giudicato, ma ha accordato all'imputato il beneficio della sospensione della pena in quanto - a detta anche di Bruti Liberati - il PG di Milano cui compete rendere esecuitiva la sentenza - a carico di Sallusti non risultano cumuli di pena né precedenti specifiche condanne (recidive). Si chiarisce quindi che, contrariamente a quanto riferito da alcune fonti giornalistiche e involonatriamente anche qui sopra, la non sospensione della pena sancita in appello era dovuta a ragione diversa dalla recidiva (pare che invece dipendesse dal fatto che Salusti non aveva fatto istanza di poter scontare la pena con modalità alternative al carcere).



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21 settembre 2012
Cultura, chi era costei ... ?


Io, prima di questa qui, facevo assessore alla cultura persino il Gattapelata.



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14 settembre 2012
No, non ho più dubbi: è un cretino. Uno dei tanti.


"Alcune disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate a un intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato un'insufficiente creazione di posti di lavoro".

Giusto. E anche la liberazione degli schiavi fu un tragico, grave errore commesso dalle stesse anime belle sempre votate al bene. Ma sì, reintroduciamola la schiavitù, bando all'ipocrisia, alla disoccupazione e a questi cortei di morti di fame che intasano le vie del centro a pretender la pappa pronta e a romperci i coglioni. Che ci si scaldino le chiappe con lo Statuto dei Lavoratori.
Non vedo l'ora di andare al mercato, giù sotto l'Arco di Giano, di buon mattino. Cercherò d'accaparrarmi subito proprio lui, Monti: con lui e le sue cazzate a trainarlo, il mio carro a ruote quadrate



raggiungerà i 90 km/h!

E sì che manco ieri, lui e la sua megera del lavoro, parlavano di produttività troppo bassa. Via, su, alla macchia a far carbone!.







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20 agosto 2012
Un paio di cose per i gonzi al top
COSETTA N°1



Un signor gonzo al top, la cui faccia - non conoscendone neanche la firma - personalmente non posso che figurami del genere di quella qui sopra riprodotta - pare rivolgermi qui alcune domande cui non mi sogno minimamente di rispondere, suonandomi di fatto particolarmente astruse, in quanto:
1) non si sa bene perché l'argomento del post dovrebbe mai coinvolgere in primis, come parrebbe, il sottoscritto invece di altri;
2) l'animosità del post, unita a certi particolari che non starò qui a sottolineare, rende eclatante che la mia immagine rappresenti per il poveretto una sorta di punching ball, un riferimento inimicale di principio su cui misurare le sue singolari elucubrazioni, per non dire paranoie, e si sa - giacché lo insegna la più spicciola quanto consolidata dottrina psichiatrica - come sia poco opportuno (sotto ogni punto di vista) contraddire i paranoici;
3) il contenuto del post è di una banalità che va addirittura al di là della scoperta dell'acqua calda, ma viene esposto con l'aggressività e con la sicumera tipiche di un consumato esperto d'economia facile alla polemica, il tutto - acqua calda più tracotanza - risultando di rara comicità;
4) (da ultimo ma non ultimo) non si capisce come il tizio possa pretendere di ricevere una risposta seria da uno cui si rivolge chiamandolo "Sig. Topo".
No, non replico assolutamente nel merito di simili puerili ed irrispettose sciocchezze, né mi passa per la testa di rispondere a domande di natura tanto chiaramente strumentale, che in realtà non vogliono alcuna risposta seria. Ma sento l'obbligo di informare l'interessato che il suo post mi ha recato davvero buon umore nelle morse africane di Lucifero.


COSETTA N°2



In secondo luogo vorrei invece replicare qualcosa al Gattapelata Erasmo (qui sopra in una foto d'archivio) circa le considerazioni (naturalmente dispregiative) che mi riseva qui, dicendo "
Galeotta fu la maglietta anche nel nostro rapporto col principe dei fessi, Topo Gonzo.Questi diversamente colti hanno in qualche modo introiettato rudimentali concetti sul consumismo di massa, filtrati attraverso il politically correct no-global, e li restituiscono dopo scarsa masticazione, sicuri dell’applauso. Il povero Topo si ebbe pesci in faccia. La Signorina, invece, sa scegliersi il pubblico.". Da siffatta tirata al fiele, nel quale nondimeno intravedo una sorta di riconoscimento elogiativo - forse involontario - nei mie confronti, desumo ed eccepisco quanto segue.
A) Erasmo ritiene altri "diversamente colti", non se stesso, che evidentemente dobbiamo annoverare fra i normalmente colti. Non molto, mi pare, ma comunque gente più baciata dagli dei, parrebbe di capire, dei predetti
diversamente colti.
B) I
diversamente colti, secondo il verbo del normalmente colto Gattapelata, sono una categoria di incolti, non necessariamente i più incolti, caratterizzati dal fatto che, nonostante il loro deficit culturale, essi "in qualche modo introiettato rudimentali concetti", per poi restituirli "dopo scarsa masticazione". Parrebbe cioè di capire che i diversamente colti farebbero comunque un qualche uso della loro pur scarsa cultura e userebbero condividerla con il loro prossimo.
C) A questo punto viene da chiedere al Sig. Gattapelata Erasmo quale uso faccia lui della sua normale cultura.
D) A questo punto tornano anche alla mente (non so se pure alla mente di Erasmo) le famossissime considerazioni che fece Pasolini, mica un fesso come il sottoscritto e il Sig. Gattapelata, sulla
normale cultura.
E) Infine, pongo al Sig. Gattapelta la richiesta di un parere schietto e spassionato: non le pare che la descrizione che lei fa dei
diversamente colti che scoprono continuamente l'esistenza al mondo di acque di varie temperature si attagli, più che al sottoscritto (che dei vostri pesci fece un sol tranquillo e saporito boccone), all'autore ignoto del post di cui alla Cosetta N°1?

I miei rispetti ad entrambi.




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24 luglio 2012
Se questa è l'umanità ....


Mi ha fatto pensare il fatto che tale on. leghista Paola Goisis (nella foto) abbia detto (vedasi qui): "Con un mondo di omosessuali finirebbe l'umanità".
La cosa è salacemente ripresa qui, da Malvino, che rileva - tra altre obiezioni - come sia facile osservare che la stessa cosa varrebbe per un mondo di preti. Divertente anche la battuta di un certo Pietro, che chiede ironicamente: "E un mondo di preti omosessuali?".

Volendo dire qualcosa, appare innanzitutto ovvio che un mondo di preti, intesi come soggetti rigorosamente casti, non avrebbe sostanzialmente alcun futuro, comunque assai meno futuro di un mondo di omosessuali, i quali - anche volendo scartare il metodo naturale - disporrebbero pur sempre di più di un'alternativa allo scopo di procreare e di dare quindi un futuro all'umanità. E' chiaro poi che un mondo fatto solo di preti omosessuali troverebbe ancor più difficoltà a perpetuare la specie.

Ma queste sono facezie buone per un cazzeggio sano e saggiamente irriverente, argomenti sterili quanto piacevole risulti perlopiù l'ersercitarsi in questo genere di ozioso trastullo. Loro, i preti, avrebbero comunque gioco facile ad osservare (oltre a quanto ricorda Malvino) che l'umanità non dovrà mai essere composta da soli preti (e monache).

L'essenziale, sempre per loro, i preti, è che i laici (ma anche le monache) si comportino secondo il loro punto di vista e la loro etica. Se non accetti di ubbidire a loro e li mandi invece affanculo, loro lo chiamano astiosamente relativismo, e gli prende una gran voglia di accendere roghi. Se poi ci aggiungi anche qualche calcio in culo, la cosa basta a chiamarlo martirio. Se invece sono loro ad imporre le loro opinioni, magari usandole loro le maniere forti, lo chiamano catechesi.

Certo però che viene naturale da chiedersi: se l'umanità è questa, sempre più popolata da figuri come la Goisis, Giovanardi e Sarah Palin o da gente che chiama relativismo - spesso convintamente, sempre bovinamente - il seguire il proprio cervello e i propri sentimenti, non è che, per l'umanità stessa, potrebbe risultare salutare, se non proprio qualcosa che la estingua definitivamente, almeno un evento che faccia una gran bella selezione?



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22 giugno 2012
Bravi cristiani


Dal sito di Militia Christi (www.militiachristionline.it) leggo il loro stimolante decalogo e mi viene da commentare.

1) Una Politica fondata sul riconoscimento della Regalità Sociale di Cristo. In quanto Salvatore e Redentore di tutto il mondo, è fonte di ogni pensiero, di ogni nostra azione, di ogni nostro bene. Difesa della Domenica cristiana, tornare quindi ad un’ Italia Cattolica sotto Cristo Re, pur senza imporre la fede. Difesa del Cattolicesimo, la sua storia, la sua cultura, le sue scuole, contro gli attacchi incessanti e gli oltraggi intolleranti perpetrati in ogni modo da politici, trasmissioni televisive, film, mostre, giornali, sfilate, mode.

 

Cristo Re? Voi, se vi diamo il nostro benestare, ci garantite che scenderà in campo niente meno che Lui, in carne, ossa e divinità per governarci? Badate bene, perché io ci sto solo in questo caso, mentre al primo ciarlatano provvisto solo di carne ed ossa che pretenderà di parlare e governare in Suo Nome non lesinerò pomodori e boazze sulla faccia. Badate bene, ho detto, perché in quel caso credo proprio che saremmo in parecchi a divertirci al tiro a segno e a volere indietro i soldi. Eppoi: come la mettiamo con i buddisti, gli islamici, gli atei, ecc., ecc.? Non ditemi che li metterete al bando … Ma no, ma no: dei gran democraticoni come voi non potranno mai arrivare a tanto. Spero. Ma allora …?

P.S. Poi, un’altra volta, se avete tempo, mi spiegate anche come si fa a costruire un siffatto regime, che magari veda davvero Cristo in terra a capo dello stato, “senza imporre la fede” a nessuno.

 

2) Difesa della vita: Lotta all’omicidio-aborto, con conseguente abrogazione della “legge” 194. Intanto, devoluzione delle spese destinate a questo infame sterminio in aiuto degli istituti cattolici per ragazze madri. Contro i progetti di eutanasia, gli espianti di organi a cuore battente, la droga sempre più diffusa.

 

Heee … si fa presto a dire “abrogazione”. Il nostro è uno stato di diritto, sapete, mica uno stato etico del genere islamico. Ciò significa che non esiste una morale univoca e che la legge si limita a garantire a ciascuno di noi ogni libertà di espressione e di comportamento che non leda la stessa libertà degli altri, il che equivale a non permettere, anzi a vietare di imporre agli altri i nostri punti di vista e i nostri criteri di comportamento. Giacché la legge è al servizio del cittadino, cioè della giustizia e della libertà, non di principi soggettivi, siano essi di ordine religioso, filosofico o politico.

 

3) Politiche pro Famiglia: aiuti economici (detrazioni fiscali ed assegni) seri e continuativi per i figli; case a riscatto: ovvero acquistare la proprietà della prima casa fornendo la possibilità di pagare fino alla pensione un mutuo al tasso legale agevolato del 2,5%. Contro il divorzio, le unioni di fatto, le coppie omosessuali che sempre più vengono considerate alla stregua di quelle fondate sul matrimonio.

 

Siamo sempre lì: ma perché vi ostinate a non lasciar vivere gli altri come preferiscono? Pensate di aver un diritto particolare ad imporre loro il vostro e a reprimere il loro? E da chi vi proviene? Per favore non v’azzardate a rispondere “da lassù”, ché poi mi vengono prurito alle mani e un voglia pazza di menarle (proprio perché, come spero voi, ho troppo rispetto per il Padre Eterno). Tanto meno, voi come chiunque altro, avete diritto e – almeno mi auguro – potere di discriminare fra quale genere di famiglia debba avere più o meno diritti di altre. La famiglia si fonda su ciò che l’ha generata. Certo, solo quelle originatesi da un matrimonio possono dirsi fondate sul matrimonio. Che però è tale anche quando non sia cristiano o in genere religioso, cioè civile. In ogni caso, esso è istituto diversamente regolato nei diversi stati e che prevede opzioni, presupposti e vincoli piuttosto variabili per genere e intensità nelle varie religioni. Ma sempre matrimonio è chiamato. Altre famiglie, invece che sul matrimonio generalmente inteso, sono fondate su altro, ma chi può negare che nei fatti esse siano pur sempre famiglie, in quanto comunità di esseri umani. E famiglie hanno il sacrosanto diritto di essere chiamate. Perché, attenzione, se così non fosse, dovremmo discriminare anche i membri che le compongono e per alcuni di loro adoperare appellativi lesivi della loro dignità umana, quella dignità umana e cristiana che ci rende tutti uguali davanti a Cristo. O no?  

 

4) Sistema economico fondato sui Corpi Sociali Intermedi, che abbiano le loro legittime rappresentanze nei luoghi legislativi, per sconfiggere la disoccupazione, rifiutando conseguentemente le tesi liberal-capitaliste e marxiste. Contro le super tasse e i salari da fame che pregiudicano seriamente il progetto matrimoniale e quello di comprarsi una casa; difesa delle pensioni.

 

Sì, ma non ho capito – forse voi lo date per sottinteso ma io sono molto più tardo di voi e da solo non c’arrivo – chi è che dovrebbe darlo il lavoro ….

Ah, no … adesso ricordo: il lavoro lo darà e lo remunererà secondo giustizia Cristo Re Sociale. Capisco e aderisco con entusiasmo su questo punto (sempre però che non mi si prenda in giro e non si presenti il ciarlatano ipotizzato sopra).

 

5) Lotta agli attuali partiti, iniziando a non votarli e unendovi a noi per costruire un fronte Cattolico alternativo a questi trafficanti di palazzo. Per una Socialità più equa: contro modelli culturali che spingono all’indifferenza più assoluta nei confronti del prossimo, lasciando ciascuno nella più innaturale solitudine; contro il disimpegno politico.

 

Va bene, ma, visto che vi dite “contro il disimpegno politico”, quando contate di presentarvi alle politiche? Ossia, quanti anni ancora dovremo disertare le urne e sopportare il governo di “questi trafficanti di palazzo”? Oh, ‘na cosa: ma che niente niente siete voi quelli di Montezemolo?

 

6) Lotta Cristiana al Sionismo, costituito solamente da una parte degli Ebrei, e lotta alla Massoneria: entrambi occulti ed ostinati nemici della Chiesa Cattolica e dei Popoli della Terra; nel contempo rifiuto totale di ogni antisemitismo e razzismo. Per una Vera Libertà. Chi come noi non si omologa al falso “pensiero unico”, viene ostacolato attraverso vari metodi di regime.

 

Ma mo che c’entrano gli ebrei tutti o in parte? Non mi pare proprio che essi, siano o meno sionisti, stiano proprio in cima ai pensieri degli Italiani. Eppoi, anche volendo ammettere questo volo pindarico:

a.      perché tra “i popoli della terra” non ci rientrano anche loro?

b.      se proprio non lo condividete, non potreste limitare al sionismo la “Lotta Cristiana”, cercando di dialogare cristianamente coi sionisti?

c.      non credete infatti che, più che intraprendere una lotta, ad essi andrebbe riconosciuto almeno lo stesso rispetto che dite sia dovuto agli embrioni?

d.      mi spiegate come si possa rimanere seri leggendo, dopo la vostra premessa, il vostro preteso “rifiuto totale di ogni antisemitismo e razzismo”?

e.      siccome non mi pare che questo decalogo sia esattamente un manifesto a favore della libertà di pensiero o un inno al pur sacrosanto diritto al dissenso, mi spiegate che diavolo c’entri e quale sia esattamente il vostro concetto di “pensiero unico”?

 

7) Lotta all’indifferenza borghese, cercando di ricreare quello spirito comunitario e sociale che sempre ha contraddistinto la Gente Italiana, restituendole dignità. Contro metodi di pensiero perversi, contro la contraccezione, la prostituzione e la pornografia, contro l’inseminazione artificiale… in difesa della dignità più vera e più autenticamente umana. Difesa della nostra cultura.

 

Se pensate di “ricreare quello spirito comunitario e sociale” e di “restituire dignità” alla “Gente Italiana” vietando agli Italiani contraccezione e prostituzione (che accostamento volgare, ragazzi!), o, in una parola, la loro libertà sessuale, evidentemente non siete solo fuori dall’Italia, ma dal mondo. Dite: “… in difesa della dignità più vera e più autenticamente umana. Difesa della nostra cultura …”. Ma fatemi il favore: se non sapete parlare d’altro che di sesso e in questo putrida maniera, voi, la dignità, quella vera, non sapete nemmeno di che stoffa sia fatta, né evidentemente l’avete mai indossata.

 

8) Ospitalità decorosa agli immigrati in base alle nostre reali possibilità e nel contempo limitazione dei flussi immigratori selvaggi. Per una autentica convivenza pacifica tra i Popoli, contro un’immigrazione incontrollata, a spese del nostro popolo e degli immigrati stessi.

 

Già, ma come li limiti i “flussi immigratori selvaggi” se quei poveracci, da bravi miliziacristiani, si ostinano a mantenere quella “dignità” che invece noi abbiamo perso da molto tempo, evitando di ricorrere a contraccettivi e altre pratiche limitative delle nascite? Riguardo alla “autentica convivenza pacifica tra i Popoli”: ma non siete voi che qui sopra aizzate gli animi per la “Lotta Cristiana” ai sionisti, agli omosessuali e chissà a quanti altri)? Poi, se non c’è dubbio che spetti a noi controllare le “spese del nostro popolo”, non pensate sia giusto lasciar decidere agli immigrati cosa sia o non sia a loro spese?

Come sarebbe più opportuno lasciare a loro valutare se gli convenga o meno restarsene nei paesi d’origine invece di venire a turbare il trantràn di questa italica sentina, dominato da “politici, trasmissioni televisive, film, mostre, giornali, sfilate, mode (…) omicidio-aborto (…) i progetti di eutanasia, gli espianti di organi a cuore battente, la droga sempre più diffusa (…) il divorzio, le unioni di fatto, le coppie omosessuali che sempre più vengono considerate alla stregua di quelle fondate sul matrimonio (…) le tesi liberal-capitaliste e marxiste (…) le super tasse e i salari da fame che pregiudicano seriamente il progetto matrimoniale e quello di comprarsi una casa (…) trafficanti di palazzo (…) modelli culturali che spingono all’indifferenza più assoluta nei confronti del prossimo (…) la più innaturale solitudine (…) il disimpegno politico (…) Sionismo (…) Massoneria (…) antisemitismo e razzismo (…) pensiero unico (…) indifferenza borghese (…) metodi di pensiero perversi (…) la contraccezione, la prostituzione e la pornografia (…) l’inseminazione artificiale (…) flussi immigratori selvaggi …”.





permalink | inviato da Top Ganz il 22/6/2012 alle 19:57 | Versione per la stampa
25 maggio 2012
A proposito ancora di cretini: ecco a voi Ass & Donkey


Colgo fior da fiore dal cesso topgonzico, che riprendeva il seguente dialogo fra me e Galatea (a sua volta estratto da qui).

  • Top Ganz ha detto: 21 maggio 2012 alle 16:33

    Il mio commento di stamattina non è stato pubblicato.
    Prendo atto di essere bandito anche da qui, dopo che dai togonzi e da M.me Barbarà, visto che il mio commento non conteneva nulla di offensivo, né di particolarmente polemico.
    Del resto tu, Galatea, puoi “bloccate chi ti pare”. Anche quando non si capisce perché.
    Ad maiora. 

  •  ilmondodigalatea ha detto: 21 maggio 2012 alle 16:50

    @topganz: detesto chi fa polemiche inutili su argomenti che non mi interessano. Se vuoi polemizzare con altri, fallo direttamente. i topi gonzi qua non vengono letti e questa Barbara non so chi sia. Per il resto, puoi continuare a commentare quanto ti pare. Ciao 

  • Top Ganz ha detto: 22 maggio 2012 alle 08:42

    Ma lì fuori c’è un brutto mondo, sai. E le polemiche, volenti o nolenti, ne fanno parte. Qui, se ho ben capito, sono bandite, e lascia pure stare la distinzione fra “utili” e “inutili”, ché le polemiche sono tutte “utili” e tutte “inutili”. Sono i fatti a contare: anche dai topgonzi c’è il bando delle “polemiche inutili”, ma di fatto raschiano tutti i commenti che non cantano la loro canzonaccia in coro e sostituiscono il contraddittorio con commenti tarocchi. Un blog, però, il loro come il tuo, non può astrarsi dalla realtà. A meno di occuparsi di consigli di ricamo o ricette per pasticcini mignon. A meno di accontentarsi di un certo pubblico.

  • ilmondodigalatea ha detto: 22 maggio 2012 alle 10:58

    @TopGanz: La mia realtà è un pochino meglio che occuparsi delle paturnie dei Topi Gonzi, per fortuna. :D 

  • Top Ganz ha detto: 22 maggio 2012 alle 17:14

    Non ne ho mai dubitato, altrimenti non avrei avuto mai alcun interesse per questo tuo blog (che leggo molto più spesso di quanto non vi intervenga). Ma questo non ti autorizza ad accontentarti.

Su questo punto in particolare pensa male di intervenire Ass:

A me mi piace “questo non ti autorizza ad accontentarti”. E’ bella l’idea che ci sia qualcuno  che ti da’ le autorizzazioni per l’accontentamento. Di quale Ministero sara’ funzionario? Cultura e spettacolo? 

A lui prova a replicare saggiamente un commentatore, di insolito buon senso e a cui loro, evidentemente solo perché osa obiettare, affibbiano il nome in "Topo Gonzo", nomignolo con cui essi indicano generalmente il sottoscritto e che affibbiano a chiunque osi dissentire da quel che scrivono, oppure usano per inventarsi di sana pianta pretesi miei commenti  (pur sapendo bene ed essendo noto a tutti  - pensate un po' che razza di imbecilli - che io da quel cesso sono bandito da anni):

Scusi, ma il “questo” (soggetto che dovrebbe “autorizzare”) della frase che lei riporta si riferisce chiaramente allla risposta di Galatea, al suo ragionamento. Cosa c’entra e cosa le far venire in mente che si intenda invece una persona?

Ass pensa stavolta bene di non replicare (buona scelta, in effetti). Aveva pensato di dover lasciare per forza un commento intellettualoide (è lo stato mentale in cui trovasi qualsiasi mosca abituale frequentatrice di quel cesso) a petto di chi il branco pretende di aver eletto a fesso ricreativo di quel club di cretini. Ha finito però, come spesso accade in questi casi, per esprimere una solenne cazzata:"E’ bella l’idea che ci sia qualcuno che ti da’ le autorizzazioni per l’accontentamento". Ma chi oltre alla tua testa di minchia ha pensato o detto "che ci sia qualcuno ..."?

A questo punto, naturalmente, il buon Donkey Gattapelata non poteva esimersi dal soccorrere (è una sorta di suo ruolo istituzionale là dentro) un somaro della stalla in difficoltà. E lo fa nell'unico modo praticabile per le sue facoltà intellettuali: scansando il merito e buttandola in caciara:
Topo, sei un grande. Ti ricordi il celebre Comunardo Niccolai, specialista in autogol spettacolari? Ecco.

Ass & Donkey, due esempi diversi di cretino (comunque due cretini DOC). Ma Donkey Erasmo ci mette sempre più cattiveria nei suoi accessi di imbecillità (autogol, dice, ma nemmeno si sogna di spiegare dove sia l'autogol, pensando che la cosa possa procurarmi chissà quale risentimento, il piccino), cattiveria infantile, buona per il pastone quotidiano dei cretini topgonzi. Gli dà un quache sapore (e in effetti di sapore ce n'è un bisogno infinito a quella mensa).





permalink | inviato da Top Ganz il 25/5/2012 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Disclaimer. A norma della legge 62/2001, questo umilissimo sito, aggiornato senza periodicità, non si sogna nemmeno di essere una testata giornalistica, né altro genere di prodotto editoriale. Le fotografie ivi
esposte sono tratte da internet. Se qualcuno ritenesse che la pubblicazione in questo blog di qualcuna di esse leda i suoi diritti o interessi lo faccia presente ed esse verranno immediatamente rimosse.

 



BACHECA

05.07.2010
. Siamo lieti di annunciare che, già matematicamente al 28.06.2010, il Trofeo "CIMOSA D'ORO 2010" se l'è aggiudicato, tanto per cambiare, ancora una volta il blog dei Gonzi al Top, da alcuni mesi trasferitisi qui:
www.topgonzo.wordpress.com/. Ritira il Trofeo il Sig. Erasmo Gattapelata d'Arottercatz, perspicuo tirapiedi dell'attempato trombone tenutario del suddetto postribolo, al secolo Prof. (trànghete) Pirlacchion Cacasestesso, al quale l'ennesimo acciacco senile ha impedito di presenziare a questa cerimonia, e non è questa la prima volta. Accompagna il perspicuo gonzo al top, l'Ing. (trànghete). Stor. (ari-trànghete) Teddy Smerda. Con le più fervide congratulazioni degli staff di TopGanz.it e de IlCannocchiale.it. Clap clap clap clap ...


TROFEO "CIMOSA D'ORO": ALBO D'ORO

2006: Gonzi al Top;
2007: Gonzi al Top;
2008: Gonzi al Top,
2009: Gonzi al Top.
2010: Gonzi al Top.


AFORISMI, OPINIONI, ABOMINI E CAZZATE (al lettore discernere)

"Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte; ma dubito. ancor che io vivessi molto, non ne vedere alcuna; uno vivere di repubblica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata da tutti e' Barbari, e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti", Francesco Guicciardini, "Ricordi", I.14.

 "In politica la stupidità non è un handicap", Napoleone.

"Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa", Leo Longanesi.

" ... e se il fenomeno del transessualismo, che, secondo l’ortodossia è sicuramente un elemento di decadenza, fosse invece l’avverarsi, a rovescio, dell’androgino plutoniano?" Teddy Smerda.

 "Dissentiamo probabilmente sulla possibilità di un apollineo volontaristico" Redimi Cacche (Red.Cac.).

 "Tina Merlin, a dire il vero, era socialista." Erasmo Gattapelata d'Arottercatz (NDR: Tina Merlin, quella delle inchieste sul Vajont).

 "Non ho mai conosciuto nulla di più insignificante come il topo" Redime Cacche (Red.Cac.),

"Il problema è che ai palestinesi non gliene frega niente se muoiono i loro civili" Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

 "La sorte determina tutto, e spesso i più coraggiosi soccombono ai più codardi" Tacito.

"Quello che non cessa di colpirmi è la memoria lunga degli americani" Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"La velocità d'approvazione di una legge è direttamente proporzionale all'interesse dei parlamentari e a quello dei partiti , indirettamente proporzionale a quello dei cittadini"  Anonimo popolare.

"A Laredo dicono: per vedere quanti scorpioni e gilas si nascondano nel Deserto Dipinto basta cacare ai piedi di un cactus"  Top Ganz.

"Un blog che risponde ai fessi conclamati non è un blog, è un porcilaio per topi" Redime Cacche (Red,Cac.), alias Pirlacchione Cacasestesso (NDR:nsolitamente autocritico).

"Roma non è un caso significativo. Roma è un costo" Redime Cacche (Red,Cac.), alias Pirlacchion Cacasestesso.

 "Tra le mie orecchie c'è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello"  Top Ganz.

"Credo in Dio, ma sto molto meglio in compagnia degli atei. È molto importante non confondere la cicuta con il prezzemolo; ma credere o non credere in Dio non ha importanza alcuna" Denis Diderot.

"Uffa, a forza di prendere il culo ho perso la sensibilità, e mi è venuto anche promiscuo"
Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"Il problema non sarebbero neanche i 4-5 secoli di arretratezza: il problema è che ancora non gli basta e vogliono ulteriormente arretrare di altri 10" (a proposito degli islamici). Barbara, nomen omen, dal blog topgonzo, commento al post "La badante fiamminga" del 23.01.07.

"Quel signore (Eugenio Scalfari, n.d.r.) fa venire in mente quello che una volta Mussolini ha detto di De Bono: "E' un vecchio rincoglionito. Non perché è vecchio, ma perché rincoglionito lo è sempre stato, e adesso in più è anche vecchio" Barbara, nel blog di topgonzo, il 02.01.2007, ore 12:59, a commento del post "TRA CRETINISMO E SENILITÀ PER IO".

"Le rovine di Dresda sono davvero impressionanti". Frine,  con riferimento al quadro di Bernardo Bellotto (1721-1780) che ritrae le rovine della Alte Kreuzkirche di Dresda, distrutta durante l'assedio subito dalla città nella Guerra dei Sette Anni (1756-1763). Vedasi www.desiderius.ilcannocchiale.it, commenti al post "Fessi loro, ma ciechi noi" del 05.01.2007.

"Il Corano potrei anche scaricarlo. Il problema è che non c'è gusto se non sei un secondino di Guantanamo, con a disposizione una latrina e tanti mussulmani che guardano".
Erasmo Gattapelata d'Arottercatz.

"L'ateismo è un dovere morale". Ludwig Feuerbach.

"... il cosiddetto capitalismo occidentale offre, generalmente, condizioni di lavoro particolarmente favorevoli (rispetto a quelle locali) alla forza lavoro indigena e paga le materie prime (....) a costi che questi accettano allegramente di incassare". Marco Capurro.

"... ho scoperto che tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. (...) ho voluto scoprirne la ragione, ho scoperto che ce n'è una effettiva, che consiste nella infelicità naturale della nostra condizione, debole, mortale e cosí miserabile che nulla ci può consolare quando la consideriamo seriamente". Blaise Pascal, Pensieri, 139.

 “Portici e caserta avevano una sola particolarità: quella di essere sedi di due dimore di Francischiello. Altro che industrie. Il treno se lo fece costruire per spostarsi meglio fra le tre regge. Così poteva tenere ben separate le amanti. Quanto ai poli industriali borbonici, conviene documentarsi un pochino” Teddy Smerda, alias Cincinnato, detto anche Ero-dotto (NDR: Si tenga presente che: 1. Francesco II di Borbone, 1835-1894, detto Franceschiello, aveva rispettivamente 4 e 8 anni alle date di inaugurazione – da parte di suo padre Ferdinando II di Borbone (1810-1859) – delle ferrovie Napoli-Portici (1839) e Napoli-Caserta (1843); 2. egli sedette sul trono di Napoli dal 22 maggio1859 al 13 febbraio 1861; 3. Teddy Smerda è campano).

"La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro". Gaetano Salvemini.

"Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio". Theodor Wiesengrund  Adorno.

"Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità" Matteo, 7, 22-23.

"Talora il timore di essere meno apprezzati, come gente di poco valore, diventa incitamento a tenersi su, a darsi tono, ad imporsi un poco. Ciò è contrario al mio carattere" Papa Giovanni XXIII.